Gotta catch’em all!

Gotta catch’em all!

L’estate del 2016 non verrà ricordata per il classico tormentone estivo trasmesso in tutte le radio o per ondate di caldo anomalo; questa estate verrà ricordata per la febbre da Pokémon: quegli adorabili mostriciattoli, a vent’anni di distanza dalla prima apparizione (sì, sentitevi vecchi anche voi), sono tornati per far impazzire grandi e piccini.

Chi non ricorda i primi, mitici Pokémon Rosso e Blu? Da allora la tecnologia e i videogiochi hanno fatto passi da gigante, ma l’appeal dei mostri tascabili (Pokémon è la contrazione di Pocket Monster) non è stato minimamente intaccato dallo scorrere del tempo; e se prima bisognava implorare mamma e papà per ricevere un Game Boy a Natale, adesso è sufficiente scaricare l’app sullo smartphone per immergersi nel gioco a realtà aumentata.

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Appena si apre l’applicazione si riceve un Pokémon di benvenuto e si può iniziare a giocare.

Parafrasando un vecchio detto: hai voluto l’app? Adesso cammina! Il punto di forza di Pokémon Go è, infatti, portare gli utenti fuori casa: vuoi catturare Jigglypuff & Co? Esci e inizia a camminare!

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Il gioco funziona tramite il GPS del telefono: in pratica è una specie di google maps, e l’avatar si muove seguendo l’utente in giro per le strade alla ricerca dei piccoli mostri che possono comparire ovunque e in qualsiasi momento, in strada, nei supermercati, al cinema e talvolta anche nei musei.

I luoghi di interesse delle varie città diventano pokéstop, dove far rifornimento di pokéball e altri strumenti utili, oppure palestre dove far allenare o combattere i propri mostriciattoli. L’unico dettaglio è che questi luoghi bisogna raggiungerli fisicamente, a piedi o in bicicletta, e non più solamente su uno schermo LCD. Per non parlare delle uova, che si schiudono solo dopo un certo numero di chilometri (2,5 o 10) percorsi. Quindi, gambe in spalla e via!

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I giocatori li riconosci: sono quelli che vagano, soli o in gruppetti, smartphone alla mano e lo sguardo fisso sullo schermo; quando li incroci alzano uno sguardo colpevole che sembra voler dire: “Non è come sembra!”. E invece è proprio come sembra: macinano chilometri nella speranza di trovare un Vaporeon o qualche altro Pokémon raro e aumentare di livello. Riempiono le piazze delle città e le vie dei centri storici, in queste giornate di vacanza, incuranti del caldo di giorno e delle zanzare di sera; e non è difficile essere avvicinati da uno sconosciuto che ti ferma per chiedere a quale squadra appartieni, a che livello sei o, magari solamente: “Scusami, sai dov’è Pikachu?”

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